Inserito da: PaeseCina | Settembre 9, 2008

Il linguaggio corporeo del Buddha

Avete mai visitato un tempio buddista? Bracieri su cui ardere lunghe stecche d’incenso, altari per offrire cesti di frutta coloratissima, monaci che sgranano pesantissimi rosari, ma soprattutto loro, le statue. In bronzo, pietra o ceramica, il corpo del Buddha si è fatto opera d’arte e parla a chi ha fede in Lui.
Questo per dire che l’arte religiosa in Estremo Oriente è pervasa da un intrinseco simbolismo, così la bellezza di queste opere non è fine a se stessa. Buddha e Bodhisattva con le loro forme devono inspirare emozioni e sentimenti nel fedele, suggerire un messaggio che va oltre le apparenze. Suggestionare, anche con le imponenti dimensioni – …. ricordate il Buddha di Leshan?

Non occorre pertanto essere degli esperti in materia per notare come le mani e le gambe nelle statue del Buddha mostrino particolari movenze, una serie di gesti simbolici che in sanscrito corrispondono rispettivamente ai nomi di mudrāāsana.  Infatti alcune di queste convenzioni iconografiche traggono origine proprio dalle pratiche meditative degli antichi asceti indiani; una gestualità che il buddhismo fece sua per ritrarre simbolicamente degli episodi della vita del Buddha storico e i vari stati mistici della mente e del corpo.

Impossibile ora elencare nel breve spazio di questo post tutte le mudrā e gli āsana esistenti, visto che nel corso dei secoli si sono moltiplicati fino a diventare centinaia. E sono anche piuttosto difficili da spiegare!
Cercando nel web sono comunque riuscita a rintracciare due immagini particolarmente esemplificative. Stavolta però non ci troviamo in Cina, ma nel meraviglioso tempio buddista di Borobudur a Java (Indonesia), altro patrimonio mondiale dell’UNESCO. 
 

Credits Photo: *Gabisa Motonia

Questa prima foto è un particolare dei famosi bassorilievi in pietra di Borobudur e illustra la dhyanamudra, il gesto delle mani che esprime la concentrazione e la meditazione. Osservate la figura principale che è seduta al centro del gruppo scultoreo: le sue mani sono sovrapposte e appoggiate sul grembo. La dhyanamudra è una delle più celebri posture… Shakyamuni stesso l’assunse quando sotto l’albero della Bodhi raggiunse il Nirvāna!

Credits Photo: *Gabisa Motonia

La seconda foto invece ritrae un āsana praticato anche nello yoga, ovvero la “posizione del mezzo loto”: il Buddha è seduto – in altre statue su un trono a forma di loto- con il piede destro è appoggiato sul polpaccio della gamba sinistra. Entrambe le piante dei piedi sono rivolte verso l’alto.

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Il loto, fiore simbolo del Buddha


Ma chi era il Buddha storico?
Il primo di tutti i Buddha, di tutti gli “illuminati”, un asceta che al secolo si chiamava Shakyamuni, la cui storia, ai tanti che hanno letto il romanzo “Siddharta” di Herman Hesse, è già nota.
Nato in India intorno 550 a.C., in un’epoca coeva alla nascita in Cina del filosofo Confucio, Shakyamuni … (leggi tutto qui)

… E i bodhisattva?
Uomini che pur avendo raggiunto il Nirvāna hanno scelto di rimanere sulla terra per aiutare gli altri a diventare anche loro illuminati. Dal punto di vista iconografico si distinguono dall’immagine del Buddha grazie ai gioielli che indossano.


Risposte

  1. mi interessa sia l’arte buddista che la cultura.
    Questo sito è scarso di contenuti, puo’ esserre arricchito?
    Distinti saluti

  2. Salve Raffaele, la ringrazio per l’attenzione che dimostra di voler dedicare a questo blog, nato circa quattro mesi fa. Certamente con il tempo verrà arricchito di nuovi contenuti, ma senza alcuna periodicità fissa, vorrei precisarlo.
    Cordialmente

  3. a me piace molto questo sito consiglio a tutti di provarlo non ve ne pentirete

  4. Ciao Sabrina, è un piacere sapere che leggi il mio blog e grazie del tuo commento: è … sim- pa- ti- cis- si – mo!!!!!!
    ^____^


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