Devo ammetterlo: non mi fa impazzire a vederla stecchita, con quella pelle color bruno-rossiccio, lucida come un oggetto laccato. E così, anche a Pechino, non l’ho mai voluta assaggiare, sebbene me l’abbiano presentata nel miglior modo, ben tagliata in fettine sottili e con belle decorazioni vegetali. Probabilmente un mio tabù gastronomico, o, più semplicemente, testardaggine.
Eppure l’anatra alla pechinese (Beijing kaoya 北京烤鸭) piace a tanti perchè è davvero un “signor piatto”, molto apprezzato in passato dagli imperatori della Cina e, a quanto pare in questi giorni, anche come menu all’interno del Villaggio Olimpico (video).
A parlarci di questa specialità tipica della capitale cinese è infatti un noto giornalista che ne è goloso, Leonardo Coen, corrispondente del quotidiano La Repubblica che nella sua rubrica olimpica intitolata Ming le ha dedicato un simpatico articolo, con tanto di ricetta. Perché la cultura passa anche attraverso la tradizione culinaria di un popolo, in Cina importantissima. Così Coen scrive:
Ho imparato ad apprezzare la gastronomia cinese, seguendo ove possibile il Tao della dieta. Quando il cuore è triste, lo spirito è debilitato e l’armonia assente – l’armonia s’intende della vita e del lavoro – bisogna affidarsi al Tao della dieta…
… I cinesi sono convinti che mangiare ridia smalto alla salute e che i cibi debbano dividersi in “yang” (quelli di natura calda) e “yin”, quelli di natura fredda e neutra. La salute è armonia tra corpo e mente, ossia l’equilibrio dinamico tra Yin e yang. C’è quindi un’origine religiosa e filosofica alla base della gastronomia tradizionale cinese, oltre alle consuete radici popolari e geografiche.
Preparazione:
Prendete un’anatra di circa tre chilogrammi. Coccolatela e diventerà viziosa. No, scherzo: ho preso in prestito una celebre battuta di Jonesco. Ma ho una bella ricetta di anatra alla pechinese di cui sono particolarmente ghiotto: per i cinesi è un cibo yin, di sapore dolce ma di natura fredda. Aggiungo che la digestione non è delle più semplici: meglio a pranzo che a cena.
Allora, riprendiamo con la ricetta. Tagliate la testa all’anatra, le ali e le zampe all’altezza del ginocchio. Fate sparire i peli tenendo l’anatra sopra la fiamma del gas. Dopo di che, si deve affrontare l’ingrato compito di levare le interiora. Subito dopo, accertatevi di lavar bene ed asciugare. Indi si deve legare il collo con uno spago e appendere l’anatra sopra il lavandino, ma basta anche una semplice bacinella. Ora, versate sull’anatra un litro di acqua bollente, stando attenti di bagnare tutto il corpo. Dopo che è ben sgocciolata e si è asciugata, spalmare con un pennellino su tutta la pelle 2-3 cucchiai di melassa (o di miele) ben diluita nella salsa di soia (ma va bene anche l’aceto). Dimenticavo: bastano un paio di cucchiai di salsa di soia. Terminata questa operazione, l’anatra così laccata deve asciugarsi: ci vogliono almeno 24 ore.
Il giorno dopo, dunque, si ricomincia. Si passa al forno: scaldatelo sino a 200 gradi, ficcate l’anatra sulla teglia (ma che sia ben appoggiata sul petto), e lasciatela dentro per 20 minuti. Trascorsi i quali, rivoltatela e lasciatela arrostire sul dorso. Ancora 20 minuti. Di nuovo, ripetere la prima arrostata per altri 10 minuti sia sul petto che sul dorso: quando diventerà di un bel colorore marrone, potete toglierla dal forno.
Qui si parrà la vostra nobilitate. Perché se è abbastanza semplice arrivare a questo punto, da questo momento in poi bisogna essere abili nel taglio affilato. Il segreto sta tutto nel coltello: mi raccomando, non quelli dell’Ikea. L’operazione di taglio, alla quale ho assistito già parecchie volte, è uno spettacolo: si deve infatti tagliare peorizzontalmente scaglie di pelle e di carne in fettine sottili, come si fa normalmente col prosciutto di montagna. L’anatra deve essere scotennata completamente: immaginate qualcuno che vi stia antipatico…
Infine, disporre su un piatto di portata. Qui usano accompagnare l’anatra con delle crepês al mandarino, su cui versare la salsa hosin. Insieme arriva un piattino con cipollotti tagliati a tronchettini di 3-4 centimetri (ma anche sedanini e scalogno). Si prende la crêpe, le si appoggia al centro una scaglia di pelle, un po’ di carne, un tronchettino di cipollotto, di sedanio e di scalogno, si versa un po’ di salsa hoisin, si arrotola il tutto come un involtino e si mangia. Una delizia. Utile consolazione per gli addetti ai lavori (olimpici) quando sono disoccupati: dipende quanto, perché a tavola quando si ordina l’anatra pechinese, occorre prevedere un’oretta di tempo. Fidatevi, lo so bene.
(da L’Anatra e il Tao della dieta di Leonardo Coen)
AI GASTRONAUTI IN ROTTA PER LA CAPITALE CINESE:

A Pechino c’è un antico e famoso ristorante, il Quanjude (全聚德), dove l’anatra laccata è servita dal 1864, ovvero sin dall’epoca degli imperatori della dinastia Qing, l’ultima della storia cinese.
Se invece decidete di gustarla nei ristoranti cinesi in Italia, non stupitevi se il prezzo è più alto rispetto a quello delle altre pietanze… la paziente maestria nel prepararla e la tradizione hanno pure un costo!


Ammetto di non poter resistere all’anatra alla pechinese tanto che qualcuno deve fermarmi quando me la trovo in tavola. E’ veramente una delizia degna dei migliori palati!!!
Da: taijispot su Agosto 25, 2008
alle 09:46
Ciao Taiji, bentornato dalle vacanze.
!
Mi fa piacere di aver trovato un altro goloso, ora hai la ricetta per prepararla (se ne hai la forza!), ma se non viene bene… stavolta non è colpa mia
Da: PaeseCina su Agosto 25, 2008
alle 10:13
Ciao PaeseCina,
grazie per la visita sul mio blog.
Questa sezione culinaria è molto interessante. Temo che la cucina cinese che abbiamo qui sia una versione distorta di quella vera, anche nei casi migliori (con chef cinesi e prodotti cucinati espressi).
Michelangelo
Da: Michelangelo su Agosto 31, 2008
alle 10:30
mangiata a pechino in un ristorante (oddio era un palazzo praticamente dedicato all’anatra)….
in italia non la mangio l’anatra, nemmeno quella all’arancia…, ma quella di pechino mi è rimasta nel cuore….dopo un breve passaggio nello stomaco…
gnam
Da: la Gatta su Ottobre 1, 2008
alle 10:11
Vi invidio, sinceramente! Io l’anatra alla pechinese l’ho solo vista… divorata da una mia amica!
Purtroppo con anatre e agnelli, se sono sul piatto, non vado molto d’accordo… Sono carni che hanno un sapore, e nel caso dell’agnello un odore, che proprio non sopporto!
Da: PaeseCina su Ottobre 1, 2008
alle 11:09
agnello idem…. se ci aggiungi che lo trovo carino e che quindi (come per il coniglio) mangio mal volentieri una cosa che da viva potrei prendere in braccio e coccolare…
l’anatra però arrivava a tavola che non sembrava anatra… il tipo poi ti spiegava come tagliarla e farci quella specie di fagottino…..
mmmh….vabbè….ora non è più ora di pranzo….
la mia non è fame…è GOLA!!!!
Da: la Gatta su Ottobre 1, 2008
alle 14:28
ehi…ma sai che forse quello ceh hai indicato è il ristorante dove sono stata???
è un posto a più piani dove hanno mangiato non so quali personaggi importatni, che ha tutte le foto alle pareti di chi ha mangiato lì??
Da: la Gatta su Ottobre 1, 2008
alle 14:35
Se clicchi sul nome Quanjude hai il link al sito di questo ristorante: c’è una piccola foto nella homepage … forse lo
, credo che mi toccherà assaggiarla! Magari mi convertirò a questo sapore… chissà!
riconosci dall’esterno!
Io dentro non ci sono stata, l’anatra me l’hanno servita in altri ristoranti … e con lo stesso identico rituale!
Ma prima o poi, almeno per cordialità
Da: PaeseCina su Ottobre 1, 2008
alle 20:05
L’anatra alla pechinese è una ricetta pazzesca, ma deve essere squisita.
Nel ristorante cinese pero non l’ho mai ordinata, forse per poca fiducia. Mi limito alla carne di pollo e maiale.
Tuttavia è da parecchi mesi che ci penso e credo che prima o poi mi cimentero nella preparazione e speriamo bene.
Da: The Master Of Cook su Novembre 27, 2008
alle 15:35
Già … solo per spennarla è una faccenda pazzesca!
Scherzi a parte, è un piatto importante e merita di essere assaggiata.
Prepararla (e soprattutto tagliarla bene) è piuttosto difficile, ma mi sembra che tu abbia ottime possibilità di successo! Mi farai comunque sapere come è andata?
Un saluto
Da: PaeseCina su Novembre 27, 2008
alle 18:30