Hainan 海南岛 è una isola tropicale della Cina meridionale a poche ore di volo da Shanghai, tanto bella da meritarsi il titolo di “Hawaii dell’Oriente”: il clima caldo tutto l’anno, il mare incontaminato, le spiagge di sabbia bianca, le coste dalla vegetazione lussureggiante e la presenza di hotel di lusso l’hanno resa una importante meta vacanziera.
Sulla punta meridionale del’isola (che solo dal 1988 è provincia cinese) la cittadina turistica di Sanya 三亚 dove quest’anno l’estate si preannuncia più rovente che mai, come scrive il giornalista Paolo Salom su un articolo del corriere.it.
Pare infatti che i nudisti orientali, in maggioranza uomini, abbiano scelto la celebre spiaggia di Da Donghai 大东海 per prendere il sole “au naturel”. Scene di topless e di nudo sono frequenti sui lidi dell’Occidente, ma nel paese del pudore, in cui anni fa era proibita qualsiasi effusione d’affetto in pubblico, come l’avranno presa le autorità locali? Quasi bene, il naturismo a Sanya non è stato né osteggiato né promosso.
Intanto, mentre imperversa il dibattito su cosa è giusto fare, la rivista Playboy bussa alle porte del mercato cinese …
Altre notizie sull’isola di Hainan le trovate sul sito di Radio Cina Internazionale.
Sanya, nell’isola cinese di Hainan


Perchè non valorizzare il prorio territorio e le proprie stupende località piene di cultura e storia per qualcos’altro che non una spiaggia nudisti…la vedo molto demodè come iniziativa…e intrinsecamente di cattivo gusto (non per pudore ma per “estetica”)!
Da: taijispot su Luglio 17, 2008
alle 09:29
Beh, la notizia non è da sottovalutare….. L’occidentalizzazione pare avanzare anche in un paese come la Cina in cui il nudo, a partire dalle arti figurative, non ha avuto la stessa tradizione riscontrata nel mondo greco e romano.
Un saluto
Da: GiapponeInFiore su Luglio 31, 2008
alle 16:40
Grazie GiapponeInFiore per il tuo commento, dalle spiagge alla tradizione artistica è davvero un salto molto interessante!
Da: PaeseCina su Luglio 31, 2008
alle 16:52
Mi sembra una notizia importante. Il pluralismo nei costumi e l’avanzamento verso il rispetto di questi è sempre alla base di crescita civile e speriamo (nel caso della Cina) anche di cambiamento politico.
Da: Laohu su Agosto 1, 2008
alle 09:09
In ogni caso, al di là dei nudisti: che belle spiagge! Un vero miraggio per quelli come me inchiodati a Roma!
Da: Laohu su Agosto 1, 2008
alle 09:10