Non è nato in Cina, ma vi gode un’immensa popolarità visto che è adatto a tutte le età e non richiede costose attrezzature. Un tavolo, una pallina e due racchette e si gioca.
Si tratta del Pingpong (per i cinesi pīngpāngqiú 乒乓球), passatempo quotidiano e sport nazionale per il paese più popoloso del mondo, che gli ha valso un’incetta di medaglie d’oro nei Campionati mondiali.
In questi giorni La Repubblica.it ha dedicato al tennis da tavolo in Cina una gallery di 20 fotografie in bianco e nero, realizzate recentemente a Pechino da Oded Balilty, vincitore nel 2007 del Premio Pulitzer.
Gli scatti sono davvero belli: tavoli improvvisati nei parchi pubblici, in strade costeggiate da auto e biciclette che sfilano veloci; tra moderni grattacieli e case tradizionali, gli sguardi attenti di giovani e anziani spettatori che si radunano nei cortili – a volte seduti come al cinema – per seguire la traiettoria impazzita della pallina; la fatica del giocatore che si terge la fronte dal sudore dopo una partita; la timidezza dei bambini che in attesa del loro turno di gioco si coprono il volto con la racchetta.
Dategli un’occhiata!
Curiosità: Il Pingpong è stato lo sport che ha aiutato il Paese ad aprirsi al mondo, dopo un isolamento durato oltre due decenni. Infatti per ”pingpong diplomacy” ci si riferisce al lontano aprile del 1971, quando una delegazione statunitense di pingpong fu invitata nella Repubblica Popolare Cinese. Dopo di allora la svolta della politica estera: la visita ufficiale a Pechino nel ‘72 del presidente americano Nixon sancì il rientro della Cina nel circuito della politica internazionale.

