
Mulan, da un dipinto su seta
Di donne guerriere la letteratura mondiale abbonda: dalle Amazzoni cantate da Omero nell’Iliade, alle nordiche Valchirie fino alla patrona di Francia, Santa Giovanna d’Arco, tanto per citarne alcune.
Anche la Cina però vanta un’eroina, Mulan, una figura leggendaria la cui storia ha ispirato novelle e opere teatrali cinesi di varie epoche, finché anche il cinema se ne è impadronito.
La Ballata di Mulan (木兰辞) è difatti un canto popolare scritto da un anonimo poeta nel VI secolo, periodo in cui il Celeste Impero era diviso in due centri politici e culturali: a Nord il dominio di dinastie d’origine straniera (nomadi delle steppe) che incoraggiavano la diffusione del Buddismo, a Sud le dinastie nazionali la cui ideologia ufficiale continuava ad essere quella confuciana.
La poesia racconta di Mulan (木兰), una coraggiosa ragazza che decide arruolarsi al posto dell’anziano padre, chiamato nelle file dell’armata barbara del Khan. Così, dopo aver comprato una sella e un cavallo, all’alba di una mattina abbandona la casa dei genitori. Battaglierà valorosamente per oltre dieci anni nelle fredde pianure del nord, senza che mai nessuno dei suoi commilitoni si accorga che sotto la pesante armatura da soldato è nascosta una donna. Terminata la guerra, l’imperatore avrebbe voluto ricompensarla con titoli ed onori per le prodezze compiute sui campi di battaglia, ma lei li rifiuta: tutto ciò che desidera è un cavallo per tornare al suo amato villaggio dove l’attende la sua famiglia e la sua vita di fanciulla.
Oggi Mulan, il cui nome significa “Magnolia”, ha raggiunto la popolarità mondiale grazie al simpatico cartone animato della Disney che nel 1998 l’ha vista protagonista, ma in realtà la sua leggenda è un classico senza tempo. Mulan nel suo paese natio è stata sempre amata poiché ha incarnato ideali tradizionali quali la pietà filiale confuciana -la cosiddetta xiao – e l’amore per la patria. Un soldato a cui la natura ha regalato grazia e forza d’animo.
Per chi volesse leggere i versi cinesi della Ballata di Mulan può cliccare qui
MULAN, IL FILM DELLA DISNEY:
In ultimo, vi consiglio di leggere il bellissimo pezzo di Giovanni Mariotti pubblicato sul Corriere della Sera nel lontano dicembre 1998, proprio quando Mulan era ormai entrata nelle sale cinematografiche di tutto il mondo come cartoon della Disney.
“Quando Mulan si chiamava Magnolia. E piaceva a Montale“ è infatti l’articolo in cui Mariotti rievoca il suo incontro con la leggendaria eroina avvenuto attraverso le “Liriche Cinesi”, un vecchio volume presentato dal poeta Eugenio Montale, Premio Nobel per la Letteratura nel 1975.
Il libro: Liriche cinesi, a cura di Giorgia Valensin, Einaudi, Torino 1943 (prefazione di Eugenio Montale)

