
Ling Ling nello zoo di Ueno (By AFP/Getty Images)
Aveva ventidue anni e sette mesi, un’età veneranda per un panda gigante. In questi giorni dinanzi alla morte improvvisa di Ling Ling, la vera attrazione dello zoo Ueno di Tokyo, il Giappone si è commosso: fiori freschi, bambù e tante lacrime davanti al suo recinto vuoto.
Nato allo zoo di Pechino nel 1985, il vecchio Ling Ling – meraviglioso esemplare di una specie a rischio di estinzione – è probabilmente anche l’ultimo rappresentante della “diplomazia dei panda” che ha regolato i rapporti tra Pechino e l’Estero.
L’animale, infatti, nel 1992 fu donato dal governo cinese allo zoo nipponico per festeggiare i venti anni dalla normalizzazione dei rapporti diplomatici tra i due Paesi orientali.
E Ling Ling non è stato di certo il primo panda a diventare “ambasciatore”: già Mao Zedong ne aveva regalati due al presidente americano Nixon durante la storica visita in Cina nel febbraio del 1972.
Ora, visto che in Cina di panda giganti ne sono rimasti 1600, il Presidente Hu Jintao, prossimamente in visita ufficiale a Tokyo, potrà offrirne un altro in segno di rinnovata amicizia? In Giappone sono in tanti a chiederselo, tra questi anche il Primo Ministro Yasuo Fukuda.
Intanto, con la scomparsa di Ling Ling lo zoo del parco Ueno, per la prima volta dal 1972, è senza un panda.
Il simpatico orsetto simbolo del WWF oggi è davvero in pericolo a causa della riduzione delle foreste di bambù nel Sichuan (la provincia cinese in cui vive) e della difficoltà con cui si riproduce.

